La Mandorlata.

standard 24 aprile 2017 Leave a response

Questo mese per l’appuntamento dello scambio ricette sono stato nuovamente abbinato a Francesca del blog Maccaroni Reflex. Rovistando tra le sue magnifiche ricette,  sono stato subito conquistato da una ricetta tradizionale , di quelle di famiglia scritte sui fogliettini. E’ inutile negare che ho un debole per queste ricette  perchè racchiudono non solo la storia ma anche qualcosa di intimo,  di familiare che si tramanda nel tempo. I fogliettini magari macchiati hanno comunque un loro fascino così come quei quadernetti su cui molto spesso le nostre nonne annotavano le loro ricette piu’ care. Tra le tante ho scelto un dolce molto semplice dal sapore e dal profumo di casa, la mandorlata di Lisa. Come sempre ho cercato di interpretarlo al meglio mettendoci qualcosina di mio, senza esagerare,  perchè non mi sembrava corretto stravolgere la ricetta originale. Read More

Taralli dolci di Pasqua.

standard 19 aprile 2014 5 responses
Finalmente son riuscito a realizzarli !!Ci sono riuscito proprio alla vigilia di Pasqua infatti li ho realizzati in due step tra ieri sera e stamattina. Un bel lavoro coadiuvato dalla presenza del piccolo pasticcione che ha collaborato fattivamente alla realizzazione di questi dolci pasquali. Questi Taralli Dolci insieme alle scarcelle di Pasqua rappresentano per noi pugliesi gli immancabili dolci tradizionali che tutti preparano per festeggiare questa ricorrenza e si affiancano alla colomba  ed all’uovo di cioccolato. Ora tocca assaggiarli e per questo aspettiamo domani anche perchè la glassa è ancora umida. Approfitto per chiedere a voi che mi leggete un aiuto fattivo per capire come si prepara e gestisce la glassa a caldo, io ho provato a realizzarla,  ma non mi è piaciuta percio’ ho preferito preparare la glassa a freddo.Questi i miei taralli dolci che mi riportano indietro negli anni con tanti bei ricordi delle feste trascorse in famiglia e specialmente con i nonni e gli zii. Bei tempi!!!
Taralli dolci di Pasqua.(Le taradde nzuccarat)
Ingredienti per circa 25 taralli.
 
  • 500 g di farina “00”
  • 6 uova intere
  • 100 g di olio extravergine di oliva
  • 10 g di sale
  • 1 cucchiaio colmo dizucchero semolato
  • 30 ml di grappa
  • Scorzetta grattugiata di 1limone
  • 1 bustina di vanillina
  • 1 cucchiaino di bicarbonato
 
 
Glassa
 
  • 2 albumi
  • 250 g di zucchero a velo
  • 3-4 gocce di limone
  • Codetti colorati
 
 
Preparazione
 
Versare nella coppa dell’impastatrice le uova sgusciate, la grappa, il sale, lo zucchero, la vanillina ed il bicarbonato. Lavorare con le fruste fino ad ottenere un impasto liscio e gonfio. Aggiungere poi a filo l’olio extravergine di  oliva e continuare a lavorare l’impasto. Montare il gancio all’impastatrice e poi versare in un’unica volta tutta la farina nella ciotola. Lavorare fino a quando non si formerà un impasto liscio ed omogeneo e poi trasferire su di una madia dove bisogna lavorare un po’ l’impasto a mano per almeno 5-10 minuti. Solitamente per questa fase di lavoro manuale dell’impasto si consiglia di oliare leggermente la superficie della madia. Subito dopo l’impasto è pronto per formare i taralli.
Staccare dei piccoli pezzi di impasto e creare dei cilindretti di 2-3 cm di diametro e lunghi circa 10 cm, creare il classico tarallo sigillando bene le due estremità. Dopo aver preparato tutti i taralli bisognerà scaldarli in acqua calda. Prendere una pentola capiente, riempirla d’acqua e portarla a bollore, abbassare la fiamma,  versare 2-3 taralli per volta nell’acqua bollente ed aspettare che tornino a galla. Con una schiumarola togliere i taralli dall’acqua bollente e posarli su di un canovaccio per far sì che si
asciughino. Subito dopo con un coltellino ben affilato incidere lateralmente ogni tarallo per tutta la sua circonferenza. Accendere il forno e preriscaldarlo a 210°C. Su di una placca posizionare un foglio di carta forno e su di essa adagiare i taralli scaldati avendo cura di distanziarli l’uno dall’altro. Cuocere per circa 15 minuti a 210°C poi abbassare la temperatura a 170°C e continuare per altri 20-25 minuti. I taralli saranno pronti quando risulteranno ben dorati . Togliere dal forno e lasciar raffreddare su di una gratella. Preparare la glassa lavorando con un frullino elettrico gli albumi con lo zucchero a velo e quando sarà ben gonfio e della densità desiderata,  aggiungere le gocce di limone. Glassare la superficie dei taralli e rifinire con codetti colorati o al cioccolato e poi lasciar asciugare all’aria per alcune ore. 
Queste invece sono le scarcelle Pasquali che mia madre ha regalato ai miei bimbi……..
P:S: Gli auguri ve li faccio domani perchè voglio presentarvi un piatto tipico della tavola barese.

Scarcelle di Pasqua.

standard 27 marzo 2013 11 responses
Come promesso, non potevo mancare all’appuntamento dei dolci tipici Pasquali percio’ oggi ci dedicheremo alle tradizionali scarcelle pugliesi. Qui a Corato si chiamano in gergo dialettale “re scartcidde o la scartecedde) . Forme e decorazioni diverse caratterizzano questo dolce semplice ma antichissimo infatti le numerose forme di questi biscotti rappresentano una simbologia molto precisa . Il termine scarcella significa  ciambella e come tale ne suggerisce la forma di questo dolce , percio’ è facile trovare delle trecce a ciambella  che racchiudono al centro un uovo simbolo di fecondità ed abbondanza ma anche di nuova vita,  rinascita e risurrezione. La forma rotonda è attinente alla fortuna e la treccia  è simbolo di eternità . Per fermare l’uovo sulla scarcella molti usano anche creare una croce di impasto che non è altro che un altro simbolo cristiano  ovvero la croce. Nulla percio’ è lasciato al caso, la forma i decori , tutto riconduce ad una simbologia  che ci ricorda la Pasqua. Come sempre ogni paese ha le sue “usanze” percio’ c’è chi realizza la scarcella senza la glassatura ma solo con l’uovo sodo ed i codetti colorati, altri invece usano la glassa reale o la glassa a caldo per ricoprire questi dolcetti,  decorandoli anche con codetti colorati , perline di zucchero argentate o dorate che vanno ad impreziosire il dolce e poi l’immancabile ovetto di cioccolato che secondo tradizione deve essere dispari in quanto i numeri dispari sono propiziatori. Nel tempo la classica forma a ciambella intrecciata della scarcella si è evoluta verso altre forme percio’ troviamo la colomba simbolo di pace, il cuore simbolo di amore e generosità,  l’agnellino tipico simbolo della pasqua come agnello sacrificale, le campane simbolo di festa che annunciano la resurrezione, la scarpetta simbolo di fortuna . Si racconta che anticamente c’erano scarcelle per ricchi e scarcelle per poveri , proprio a rimarcare la differenza sociale, percio’ si andava da forme sontuse e dimensioni molto grandi e ricche di decori a forme piccole e povere  molto essenziali, ma in entrambi i casi avevano la funzione di rallegrare i bambini che ricevevano questo dono tanto atteso. Vi riporto una filastrocca foggiana che ci sottolinea l’aspettativa e l’importanza per i bambini della Pasqua,   specie per chi riceveva in dono la scarcella.
“Pasque, Pasque, viine cherrenne.
Le peceninne vonne chiangenne.
Vonne chiangenne che ttutte u core:
Scarcedde che ll’ove, scarcedde che ll’ove!”
Pasqua, Pasqua vieni presto.
I bambini vanno implorando di tutto cuore: scarcelle con l’uovo scarcelle con l’uovo!”
 I miei ricordi d’infanzia sono legati alle scarcelle che preparava mia nonna materna , puntualmente ogni anno iniziava per tempo a confezionarle per poi regalarle a Pasqua .Ogni anno cercava la forma perfetta percio’ si ritagliavano ogni volta forme nuove perché magari quella precedente aveva qualche “difettuccio”,  ricordo le sue  straordinarie scarpette….strane con una punta affusolatissima  che si mimetizzava con il tacco e poi la mitica manica che completava l’opera.. Negli anni, è arrivata alla forma perfetta “Unica “,  che ha caratterizzato la sua produzione degli ultimi anni di vita , infatti quando per l’ennesima volta ironizzammo sulle forme delle scarcelle,  lei mi disse:( Peppì… cus ann sò fatt tutt core, tutt core!) . Questo è il piu’ bel ricordo che mi è rimasto legato alla Santa Pasqua, una Pasqua diversa da quella di oggi,  dove la mancanza dei nonni si sente perché si è persa una grande memoria storica che con aneddoti, storie, abitudini  e tradizioni ci facevano rivivere con un altro animo questa festività. Mi rendo conto di aver scritto tanto ma ci tenevo a “farcire” questo post con qualche notizia che ci facesse comprendere il senso di questa semplice preparazione.

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Taralli intrecciati.

standard 23 novembre 2012 13 responses
Cosa c’è di meglio di un tarallo per un aperitivo o per stuzzicare durante la giornata? Credo proprio nulla che possa batterli,  infatti sono uno tira l’altro,  specie quando sono fragranti e sanno di buono!La ricettina di oggi riprende la classica ricetta dei taralli napoletani con la sugna e pepe. Una ricetta molto antica ma ancora oggi attuale e molto diffusa in Campania e non solo. Io vi propongo una mia interpretazione della ricetta delle famose sorelle Simili che ho provato e riprovato e che non mi ha mai deluso. Percio’ poche chiacchiere , laviamoci le mani, indossiamo il grembiule ed andiamo in cuicna, perchè oggi ci sarà parecchio da lavorare! La ricompensa per il nostro lavoro,  sarà un fragrantissimo tarallo al pepe con un calice di buon prosecco freddo! A voi la mia ricetta.

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CONSIGLIA Torta trapunta