Scarcelle di Pasqua.

standard 27 marzo 2013 11 responses
Come promesso, non potevo mancare all’appuntamento dei dolci tipici Pasquali percio’ oggi ci dedicheremo alle tradizionali scarcelle pugliesi. Qui a Corato si chiamano in gergo dialettale “re scartcidde o la scartecedde) . Forme e decorazioni diverse caratterizzano questo dolce semplice ma antichissimo infatti le numerose forme di questi biscotti rappresentano una simbologia molto precisa . Il termine scarcella significa  ciambella e come tale ne suggerisce la forma di questo dolce , percio’ è facile trovare delle trecce a ciambella  che racchiudono al centro un uovo simbolo di fecondità ed abbondanza ma anche di nuova vita,  rinascita e risurrezione. La forma rotonda è attinente alla fortuna e la treccia  è simbolo di eternità . Per fermare l’uovo sulla scarcella molti usano anche creare una croce di impasto che non è altro che un altro simbolo cristiano  ovvero la croce. Nulla percio’ è lasciato al caso, la forma i decori , tutto riconduce ad una simbologia  che ci ricorda la Pasqua. Come sempre ogni paese ha le sue “usanze” percio’ c’è chi realizza la scarcella senza la glassatura ma solo con l’uovo sodo ed i codetti colorati, altri invece usano la glassa reale o la glassa a caldo per ricoprire questi dolcetti,  decorandoli anche con codetti colorati , perline di zucchero argentate o dorate che vanno ad impreziosire il dolce e poi l’immancabile ovetto di cioccolato che secondo tradizione deve essere dispari in quanto i numeri dispari sono propiziatori. Nel tempo la classica forma a ciambella intrecciata della scarcella si è evoluta verso altre forme percio’ troviamo la colomba simbolo di pace, il cuore simbolo di amore e generosità,  l’agnellino tipico simbolo della pasqua come agnello sacrificale, le campane simbolo di festa che annunciano la resurrezione, la scarpetta simbolo di fortuna . Si racconta che anticamente c’erano scarcelle per ricchi e scarcelle per poveri , proprio a rimarcare la differenza sociale, percio’ si andava da forme sontuse e dimensioni molto grandi e ricche di decori a forme piccole e povere  molto essenziali, ma in entrambi i casi avevano la funzione di rallegrare i bambini che ricevevano questo dono tanto atteso. Vi riporto una filastrocca foggiana che ci sottolinea l’aspettativa e l’importanza per i bambini della Pasqua,   specie per chi riceveva in dono la scarcella.
“Pasque, Pasque, viine cherrenne.
Le peceninne vonne chiangenne.
Vonne chiangenne che ttutte u core:
Scarcedde che ll’ove, scarcedde che ll’ove!”
Pasqua, Pasqua vieni presto.
I bambini vanno implorando di tutto cuore: scarcelle con l’uovo scarcelle con l’uovo!”
 I miei ricordi d’infanzia sono legati alle scarcelle che preparava mia nonna materna , puntualmente ogni anno iniziava per tempo a confezionarle per poi regalarle a Pasqua .Ogni anno cercava la forma perfetta percio’ si ritagliavano ogni volta forme nuove perché magari quella precedente aveva qualche “difettuccio”,  ricordo le sue  straordinarie scarpette….strane con una punta affusolatissima  che si mimetizzava con il tacco e poi la mitica manica che completava l’opera.. Negli anni, è arrivata alla forma perfetta “Unica “,  che ha caratterizzato la sua produzione degli ultimi anni di vita , infatti quando per l’ennesima volta ironizzammo sulle forme delle scarcelle,  lei mi disse:( Peppì… cus ann sò fatt tutt core, tutt core!) . Questo è il piu’ bel ricordo che mi è rimasto legato alla Santa Pasqua, una Pasqua diversa da quella di oggi,  dove la mancanza dei nonni si sente perché si è persa una grande memoria storica che con aneddoti, storie, abitudini  e tradizioni ci facevano rivivere con un altro animo questa festività. Mi rendo conto di aver scritto tanto ma ci tenevo a “farcire” questo post con qualche notizia che ci facesse comprendere il senso di questa semplice preparazione.

 Scarcelle pasquali.
Ingredienti per circa 20 scarcelle
 
  • 1 kg di farina “00”
  • 450 g di zucchero
  • 200 g di olio extravergine di oliva
  • 4 uova intere + 2 tuorli
  • 1 bustina di ammoniaca per dolci
  • una tazzina di latte
  • 1 limone
 
Per la glassa
 
  • 2 albumi
  • 250 g di zucchero a velo
  • 4-5 gocce di limone
 
Per decorare
 
  • Codetti di zucchero colorati
  • Codetti di cioccolato
  • Ovetti di cioccolato
 
Preparazione
 
Versare la farina su di un piano di lavoro e mescolarla allo zucchero, poi creare una fontana in cui versare le uova leggermente sbattute, l’olio extravergine e l’ammoniaca sciolta nel latte tiepido. Grattugiare la scorza del limone e lavorare l’impasto fino a che tutti gli ingredienti non si sono amalgamati perfettamente e l’impasto non è diventato liscio e compatto. Lasciar riposare l’impasto per circa 10 minuti coperto da un canovaccio. Trascorso questo tempo, infarinare leggermente il piano di lavoro e stendere con il mattarello creando una sfoglia di 1 cm. Ritagliare le varie forme e rilavorare i ritagli  fino ad esaurire tutto l’impasto. Ungere leggermente con il burro diverse teglie da forno e disporre ben distanziate le scarcelle . Cuocere in forno caldo a 180°C per circa 15-20 mini e fino a che non diventano ben dorate. Togliere dal forno e lasciar raffreddare su di una gratella.
Preparare la glassa  semi-montando prima gli albumi  e poi aggiungere un po’ per volta lo zucchero a velo e qualche goccia di limone. Continuare a montare gli albumi fino ad ottenere una crema densa, lucida e compatta. Distribuire la glassa con una spatolina sulle scarcelle e decorare con codetti colorati o codetti di cioccolato, al centro posizionare un ovetto di cioccolato per ogni scarcella . Lasciar asciugare la glassa per alcune ore a temperatura ambiente.
(Chi invece vuole preparare una glassa a caldo: versare 300 g di zucchero in una pentola e coprire con acqua. Sciogliere lo zucchero a fuoco basso e quando appena accenna a bollire, spegnere e togliere dal gas. Montare a neve 2 albumi e versarli nello zucchero insieme a 2-3 gocce di limone. Distribuire subito la glassa sulle scarcelle e decorare con gli zuccherini e con l’ovetto).

 

Con questi dolcetti partecipo al contest del blog “Il tempo in cucina” Una dolce Pasqua.

 

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11 responses

  • Sai che le ho mangiare proprio oggi a casa di mia mamma ?? Fino ad un paio di anni fa le preparava..ora, quella pigrona, le compra..ma non è la stessa cosa. Le tue sono perfette !
    Un abbraccio e buona giornata 🙂

  • Ma tu non immagini quanto mi faccia piacere questa tua ricetta: mio padre era di Corato e ancora ho dei parenti che ogni tanto vado a trovare e di scarcelle ne parliamo ogni anno.
    Grazie infinite, queste oltre ad inserirle nel contest, te le copio senz'altro.
    Serena Pasqua a te e alla tua famiglia!
    A presto!

  • ciao peppe
    che bel post e che belle scarcelle!! Oggi anche io sto per iniziare la mia produzione ma con forme che garbano alla ia piccola nipotina. Mi son dovuta creare Peppapig ma ci pensi? ahahah che si deve fare per i piccini!!
    Pe quanto riguarda il tuo lievito madre non so come lo hai creato ma per quanto riguarda la sua lievitazione devi ravvicinare i rinfreschi e metterlo in frigo solo dopo l'avvenuta lievitazione. se posso aiutarti contattami via mail sarò felice se sarò in grado di essere utile.
    a presto

  • Un ricordo che mi porto sempre dietro di Corato è la passeggiata che da ragazzine facevamo al corso dove c'era, non so se c'è ancora, una cartoleria, Scaringella, giusto? Bellissimi ricordi di tante risate, i coratini sono simpaticissimi, e lo era anche mio padre, mia nonna faceva continuamente battute! 🙂

  • non conoscevo questo dolce tipico pasquale, grazie per il tuo racconto: lo hai reso più prezioso 🙂

  • Che bello quando racconti la tradizione, Peppe! 🙂 Queste scarcelle sono deliziose, belle e golosissime! 🙂 Un bacione e complimenti, buona serata 🙂

  • Ciao Peppe che bello scoprire le tradizioni dei nostri paesi, noi le chiamiamo "Cuddhure" e hanno la stessa origine. Domani scoprirai le nostre. Un caro e forte abbraccio, Buona Pasqua. Daniela e Letizia

    • questo penso sia il modo migliore per ricordare e per trasmettere e condividere con tutti le tradizioni della nostar bella regione.Aspetto la vostra Versione che onestamente non conosco!un abbraccio e santa Pasqua anche a voi!Peppe.

  • Che meraviglia Peppe tu sai quanto mi piace portare avanti le nostre tradizioni e le nostre preparazioni tipiche,credo che noi foodbloggers abbiamo proprio questo compito(fra tutti gli altri piaceri che ci spingono)e cioè mantenere vive le tradizioni culinarie,i significati antichi di certi simbolismi e quindi i piatti regionali che li accompagnano altrimenti chi erediterà queste ricchezze se non i nostri figli!?
    Insieme a questo piacere uniamo la voglia di "sperimentare" nuovi piatti,odori e sapori.
    Buona Pasqua a te Caro Peppe e alla tua famiglia…con le Scarcelle….in Sicilia si chiamano "Cicilio"
    Z&C

  • sono bellissime e saranno a dir poco squisite, complimenti, buona Pasqua, un abbraccio SILVIA

  • […] fattivamente alla realizzazione di questi dolci pasquali. Questi Taralli Dolci insieme alle scarcelle di Pasqua rappresentano per noi pugliesi gli immancabili dolci tradizionali che tutti preparano per […]

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